[Firenze] Presentazione di: “Taoismo e Anarchia” alla “Vetrina dell’editoria e delle culture anarchiche e libertarie”

Il libro:

“Taoismo e Anarchismo sono due visioni del mondo apparentemente lontanissime tra loro per collocazione storica e culturale che rivelano, a uno sguardo ravvicinato, affinità e relazioni sorprendenti. Il Taoismo, cresciuto nel cuore della Cina antica, sostiene da venticinque secoli l’idea di una possibile sintonia tra umanità e natura attraverso una pratica (wu wei) capace di armonizzare individui, collettività e l’intero universo senza svilire il singolo né consentire a uomini astuti e feroci di utilizzare il governo per imporre il proprio dominio. L’Anarchismo, recentissimo a suo confronto, è una teoria-prassi compiutamente formulata negli anni della Rivoluzione industriale che vede nel governo (qualunque governo) e nello Stato (ogni Stato) inaccettabili forme di organizzazione autoritaria volte alla perpetuazione del privilegio di vecchi ceti o alla formazione di nuove classi dominanti e che si propone la conquista della libertà universale – l’Anarchia – come obiettivo prioritario.

Attraverso il confronto tra testi taoisti antichi e medioevali e le idee portanti dell’anarchismo occidentale, si fanno strada alcune possibili ipotesi per non rassegnarsi a un presente-futuro in cui le strutture di dominio divengono di giorno in giorno meno individuabili e le architetture del potere più proteiformi e labirintiche, avanzando incessantemente nell’erodere le possibilità che ognuno di noi ha nel decidere la propria vita.”

SABATO 23 SETTEMBRE ORE 12.30 durante “Vetrina dell’editoria e delle culture anarchiche e libertarie”. 

 
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[27 settembre, Rho-Milano] Non un incontro qualsiasi

Non un incontro qualsiasi

27-28 Settembre 2017
SingularityU Italy Summit – RHO

La Singolarità è una metafora presa dalla fisica da Ray Kurzweil, fondatore della Sigularity University, per descrivere il processo tecnologico che arriverà a fondere l’umano con la tecnologia. Dunque, l’Università della Singolarità si pone come obiettivo quello di preparare i leader ad applicare tecnologie esponenziali per rispondere adeguatamente ai cambiamenti antropologici, sociali, ecologici che il mondo tecnologizzato richiede.
Un obiettivo che, evidentemente, porta avanti egregiamente dal momento che, dalle sue porte, escono i maggiori dirigenti e ricercatori transumanisti mondiali e che alcuni di loro confluiscono poi al MIT (Massachusetts Institute of Technology), una delle più importanti università di ricerca al mondo; nella DARPA, una agenzia governativa del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti per lo sviluppo di nuove tecnologie per uso militare; in Google; in Microsoft, solo per citarne alcune…
Sicuramente il fatto che si trovi nella Silicon Valley, su un terreno della NASA, e che abbia Google tra i suoi maggiori finanziatori, è un’ulteriore conferma di quanto l’idea di mondo che propone sia condivisa con chi crea e fa sì che vengano perpetuate le condizioni del disastro ecologico e sociale in cui ci troviamo. A questo disastro poi si vorrebbe trovare una “soluzione”, mettendoci una pezza.
Ma non c’è nulla di cui preoccuparsi! La pezza pare sia stata trovata ed è una pezza artificiale e robotizzata. Infatti attraverso l’impiego della tecnologia si pensa di poter affrontare quelle che in questo convegno chiamano “le grandi sfide dell’umanità”: ci viene assicurata la possibilità di un futuro radioso. Un futuro che, in risposta alla paura della morte e al desiderio d’immortalità, promette la cura delle malattie, l’assorbimento degli inquinanti dall’ambiente, la sconfitta della povertà e delle carestie.
Questa favolosa prospettiva va però barattata e, in cambio, si richiede la completa accettazione di questo mondo tecnologizzato. Dichiarando di rispondere al desiderio di una vita migliore e libera dalla sofferenza e dal limite, i transumanisti stanno progettando un mondo artificiale, informatizzato, robotizzato, ingegnerizzato e nano tecnologico. Ma non bisogna cadere in questo facile tranello: più tecnologia non ha portato e non porterà  maggiore libertà e felicità ma anzi, porta all’esatto contrario. Queste tecnologie in quanto strumento di potere non possono portare ad altro che al mantenimento e all’accrescimento di quest’ultimo e a una sempre maggiore pervasività e manipolazione dei corpi. La singolarità non è solo la creazione di macchine super intelligenti: è prima di tutto la nascita di un nuovo regime totalitario dove umani dominano sugli altri esseri viventi e sul mondo circostante per mezzo delle nuove tecnologie. Un regime dove l’essere umano, ormai sicuro di poter manipolare ciò che lo circonda secondo le proprie esigenze, può illudersi di essere libero rincorrendo il suo sogno di perfezione, potenziandosi e cancellando ogni confine e ogni limite fisico per dare vita al Cyborg.
In questo mondo i corpi, gli elementi naturali, non costituiscono più un fondamento indisponibile ma divengono fruibili, manipolabili, migliorabili. La Singolarità che ci viene propinata da questi tecnoscienziati non corrisponde all’unicità, alla singolarità dell’individuo, bensì all’uniformità e alla omologazione frutto dello sviluppo tecnologico. Un guru delle tecnoscienze ha lanciato un avvertimento ai suoi fedeli che si potrebbe estendere agli oppositori: “Non state da parte di fronte alla Singularity, avete la possibilità di dirigere il vostro sforzo nel punto di maggior impatto, l’inizio”.
Lottiamo contro questi processi e questo tecno-mondo, sentendone l’urgenza, prima che sia troppo tardi.

“Ah, il sogno dell’immortalità, avere i propri pensieri, sogni e personalità impressi nella sicurezza del silicone, pulito e brillante, invece che nel loro odierno corpo di carbonio, con la sua tendenza a marcire.” – Armageddon, da Terra Selvaggia num.18, 2005, tradotto da Green Anarchy.

Assemblea ecologista “Le Ortiche”

Mercoledì 27 Settembre
Presidio dalle ore 7.00 alle ore 14.00
Viale degli Alberghi, porta sud della fiera di Milano – Rho

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E’ uscito il numero 1 del giornale anarchico Vetriolo

E’ uscito Vetriolo – numero 1 – autunno ‘17

Infine abbiamo pubblicato il numero 1 del giornale anarchico Vetriolo. In concomitanza abbiamo anche ristampato il numero 0, per coloro che recentemente ce ne hanno chiesto copie, siccome esaurito da tempo. Dopo svariati mesi di censura è arrivato il contributo che il compagno anarchico Alfredo Cospito scrisse nell’inverno scorso per l’uscita del precedente numero; lettera che venne bloccata e sequestrata per ordine del giudice inquisitore Sparagna, mandante dell’operazione “scripta manent”.

In questo nuovo numero c’è spazio per approfondimenti su questioni aperte nel precedente, in particolare sulla questione delle città, sul frontismo e l’internazionalismo, sulla storia del movimento degli sfruttati, e il proseguo del tentativo di analisi ed elaborazione di una teoria anarchica dello Stato. Inoltre, abbiamo analizzato anche altre questioni: una riflessione etica sul concetto di coerenza; un’altra sulla sopravvivenza negli spazi urbani e sulle modificazioni che in questi avvengono; un articolo di analisi della tecnologia e, in particolare, della robotica, sia da un punto di vista ecologico che da quello delle conseguenze sociali e anti-sociali. Uno spazio importante lo dedichiamo al tema della “guerra”. Con il nostro tono spesso aspro e con articoli polemici, auspichiamo sempre al confronto e alla crescita del movimento anarchico rivoluzionario.

All’interno:

La finestra sul porcile
Contro la guerra, contro la pace
Tempi maduri
Azione e reazione
In nome della coerenza
L’unica amministrazione possibile
Tradire il fare
Il dominio tecnologico tra ideologia e realtà
L’ora di ricreazione
Un contributo a proposito di frontismo e internazionalismo
Lo Stato non è un’app
Una storia sinistra
Scritto di Alfredo Cospito dal carcere di Ferrara

Per copie del giornale o contatti rivolgersi alla mail: vetriolo@autistici.org
Una copia: 2 euro. Per i distributori, dalle cinque copie in poi: 1,50. Spese di spedizione: 1,30. Spese di spedizione in Europa: 3,50. Gratis per le persone prigioniere.

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[Roma]¿Dónde está Santiago Maldonado? alla biblioteca anarchica l’Idea

 


¿Dónde está Santiago Maldonado?

DOMENICA 17 SETTEMBRE ORE 18
ANARKIVIO ERRICO MALATESTA e
BIBLIOTECA ANARCHICA SABOT
invitano ad una
CHIACCHIERATA CON UN COMPAGNO ARGENTINO SULLA SCOMPARSA DELL’ANRCHICO SANTIAGO MALDONADO

Santiago Maldonado è un compagno anarchico che sostiene in Patagonia la
lotta e la volontà del popolo Mapuche di vivere la terra a cui
appartiene. Il 1 agosto 2017 stava manifestando insieme a una comunità
indigena nei possedimenti del gruppo Benetton, quando la Gendarmeria è
intervenuta per disperdere con violenza la folla. Alcuni testimoni hanno
raccontato di aver visto per l’ultima volta Santiago nelle mani dei
militari: da quel momento non si hanno più sue notizie. Santiago sembra
essere stato inghiottito dai 900mila ettari di terra che i signori
Benetton hanno sottratto ai Mapuche. E’ trascorso più di un mese dalla
sua sparizione: non ci rassegniamo al silenzio, non accettiamo che
Santiago sia un nome in più sulla lunga lista degli “scomparsi dallo
Stato” in Argentina, come in tutti gli altri paesi.

A SEGUIRE BUFFET VEGAN BENEFIT

Allo Spigolo della Biblioteca Anarchica l’Idea
Tra Via Braccio da Montone e Via Fanfulla da Lodial Pigneto
La biblioteca è aperta ogni martedì e venerdì dalle 17.00 in Via Braccio
da Montone 71a

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Aggiornamenti sugli arresti di Firenze

riceviamo e pubblichiamo da CNA

Il compagno anarchico Salvatore Vespertino ha rinviato il riesame al 6 Settembre.

Invece il compagno anarchico Pierloreto Fallanca non è stato stralciato dall’indagine per tentato omicidio e fabricazione di ordigno esplosivo relattivo, relativa all’azione del primo Gennaio , ma gli hanno aggiunto un’altra indagine per associazione a delinquere ed il GIP di Firenze ha emesso nuova ordinanza di custodia cautelare per questo.

Nel frattempo, da corrispondenza personale, apprendiamo che l’anarchico Salvatore Vespertino chiede pubblicistica anarchica e ci comunica che non passano i libri con copertina rigida. Sta bene e con il morale alto.

Per quanto riguarda l’anarchico Pierloreto Fallanca, sappiamo che gli è stata applicata la censura, e che gli sono stati fatti due rapporti interni per oltraggio a pubblico ufficiale.

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Manifesto solidale per le/i prigionier*

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Nuovo blog di controinformazione e supporto ai/alle prigionierX

riceviamo e pubblichiamo:

Perchè questo sito. Il sito di croce nera anarchica non sta funzionando ed ho deciso di aprire questo sito di appoggio agli imputati  di scripta manent. Il nome del sito è : NEL BUIO CI GUIDANO LE STELLE. Il buio indica il potere del dominio e la repressione, le stelle sono le azioni dirette e tutte le lotte che, senza mediazioni, attaccano il dominio cercando di distruggerlo. Le stelle ci indicano che la via da seguire è quella di distruggere l’esistente per avere una speranza di futuro. Sono il solo responsabile e mi scuso per tutti gli errori che farò, debbo imparare. Pur prendendomi ogni responsabilità, spero ed ho bisogno della collaborazione di tutti i compagni\e.

Per prima cosa voglio ringraziare tutti\e i guerrieri\e della notte e i postini\e della rivoluzione, che da quasi un anno stanno vanificando le aspettative della repressione, mi farebbe piacere conoscervi ma non è possibile. Forza! Sorelle e fratelli,continuiamo gli attacchi con sempre più decisione e saggezza.per quanto mi riguarda sarò sempre al vostro fianco, a testa alta orgoglioso di voi e di essere anarchico.

lello, quello in carrozzina

indirizzo: nelbuio.altervista.org

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[Roma] Summerextravaganza 18 a Torre Maura Occupata

   Summerextravaganza il 18 !

        18° Festa Rivoltante

       Sabato 15 Luglio 2017

 Torre Maura Occupata & Amici di Borgata
 Al Pratone di Via dei Ruderi di Casa  Calda

dalle 17.00 …al tramonto

Io non Mattirò! (estratto della commedia “Va così”)
Un parco, una panchina , una bottiglia di vino incartata in un foglio di giornale e un uomo ubriaco, ma estremamente lucido e consapevole.

A seguire Concerti con…

Mind The Flow : Jam Undreground

Amphist : Death Crust  ( Campania)

Nofu : Hard Core  Punk

Lemurian : Special Summer Set

Sid Dig Digger : Garage Blues Punk (Napoli)

Serial Killer :  Surf Punk ( Civitavecchia)

DJ Migra (Metal Punk HC )

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[Roma] Comunicato di Lello Valitutti su misure repressive a Roma

Ieri a Roma sono stati notificati sette provvedimenti di fine indagine a sette compagnX. Tra i capi di imputazione spunta la classica associazione sovversiva. In attesa di ulteriori notizie, riceviamo e pubblichiamo questo comunicato di Lello Valitutti. Solidarietà attiva per i/le compagnX!!!!

 Sparagna!.. La nostra pazienza è finita.

Questo comunicato è scritto solo da me e ne sono il solo responsabile.

Sparagna ha accusato altri sette compagne e compagni.
Sparagna a settembre ha cercato di spaventarci ed invece ha ottenuto il moltiplicarsi delle azioni dirette.
Non sapendo fare altro, ha aumentato la repressione.
Sorelle, fratelli! Il cammino è chiaro. avanziamo a testa alta moltiplicando i nostri attacchi.
Ai vecchi compagni/compagne dico.. cosa aspettate a scendere in campo insieme alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi? Avete coraggio, capacità ed esperienza. Forza! Togliamoci qualche soddisfazione!
Sparagna, infame verme nazista che usa i bimbi per ricattare i genitori, non si vergogna?.
I nostri papà, i nostri nonni partigiani ci hanno insegnato come combattere i nazisti e noi abbiamo imparato.
Sparagna lasci in pasce i nostri bimbi!.
Tutti insieme combattiamo per un giugno caldo, un luglio bollente, un agosto incandescente e così via…
È bello lottare con voi vi abbraccio tutte e tutti
LELLO QUELLO IN CARROZZINA

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Per un giugno pericoloso: chiamata per mobilitazione solidale con prigionier* anarchic*

 

Riceviamo e diffondiamo

Per un Giugno Pericoloso
Scritto a partire dalle riflessioni degli incontri ‘A testa alta’

    In questo sistema di dominio la repressione statale è parte fondamentale e una delle sue espressioni più infime; non ci sorprende che storicamente ad essere attaccati con più forza siano quelli che non si lasciano recuperare dal sistema di potere, ovvero le individualità anarchiche, rivoluzionarie e ribelli.

Queste ultime, alla repressione fisica, psicologica, morale, sociale ed economica portata avanti da tutte le componenti del potere democratico ed alla brutale violenza indiscriminata dei loro bracci armati e della magistratura, contrappongono l’azione diretta mirata contro i responsabili dell’oppressione, la distruzione creativa e liberatrice dei luoghi del dominio e il sabotaggio ai danni delle sue infrastrutture, per porre fine o quanto meno ostacolare le cause dello sfruttamento e dell’oppressione dell’essere umano sull’essere umano, sulla terra e sugli animali.
Nell’ottica della liberazione totale, assistere passivi alla riproduzione del dominio è essere complici, perciò c’è chi continua ad alzare la testa e ribellarsi.

In conseguenza a ciò il potere mette in atto le sue strategie repressive e continuano i processi e i procedimenti contro compagni in riferimento ad azioni, momenti di conflittualità e scritti; il prossimo mese si terrà l’udienza in cassazione della cosiddetta op. Shadow (1), in cui alcuni compagni ed una compagna sono accusati, tra le altre cose, di istigazione a delinquere per la pubblicazione della rivista KNO3.1

Questi procedimenti sono un’espressione della guerra che l’autorità porta avanti contro il connubio tra pensiero e azione che è il fondamento della pericolosità dell’anarchismo. Ogni operazione sbirresca, aldilà degli individui e delle lotte specifiche, mira a colpire i concetti cardine del pensiero e del metodo anti-autoritario come l’azione diretta, il rifiuto della delega e la solidarietà.

    A partire da queste riflessioni, negli incontri che si sono sviluppati a seguito dagli arresti dell’op. Scripta Manent,  anziché soffermarsi a discutere delle strategie repressive, si è sentita la necessità di non ridurre la solidarietà ad un sostegno tecnico a chi è in carcere, ma di allargare lo spettro delle nostre analisi.
In questo senso, ci si è confrontati su come la solidarietà sia un elemento fondamentale del nostro agire anarchico e dei rapporti di complicità volti alla distruzione del dominio; una solidarietà che vada quindi al di là degli attacchi della repressione, e sia in grado di non farsi soffocare dalle specificità dei percorsi di lotta, nel momento in cui ci si riconosce in una tensione comune di attacco. In particolare, la solidarietà attiva è uno strumento essenziale per rispondere alla violenza dello stato, per non ricevere passivamente i suoi colpi, per mantenere un carattere di attacco di fronte ad essi, così da non sviluppare atteggiamenti al ribasso e vittimistici, che è proprio ciò che la repressione si auspica. Ragionando in un’ottica offensiva, di conflittualità permanente ed internazionalista, al di là dei differenti percorsi di ognuno, si riduce il rischio dell’isolamento, invalidando uno degli obiettivi principali del nemico.

Esprimere solidarietà nei confronti di contesti e progetti specifici non significa doversi uniformare ai discorsi ed alle pratiche di chi viene colpito, e nemmeno inserirsi necessariamente nella scia di una lotta o di una pratica: riconoscendoci in un orizzonte comune, è possibile agire in solidarietà secondo la propria tensione individuale.

La creazione di rapporti di solidarietà, a livello locale come internazionale, è un obiettivo strategico, che dovremmo porci per cercare di far fronte al potenziamento dei mezzi e delle volontà repressive nei confronti delle individualità anarchiche, rivoluzionarie e ribelli.

Pensiamo sia necessario indirizzare le nostre proposte, progettualità ed obiettivi verso la distruzione di questo sistema, che struttura i rapporti sociali e di dominio appiattendo il dissenso attraverso il recupero e, quando non è possibile, eliminandolo attraverso la repressione.

    In questo senso, riconosciamo l’importanza della multiformità di tensioni e pratiche all’interno dell’anarchismo, proprio perché più differenze ci sono in un contesto, maggiore è la possibilità di non immobilizzarsi su posizioni prestabilite e dogmatiche, a condizione che ogni lotta e attacco specifico si inserisca nell’ottica più ampia della tensione alla sovversione.
Riconoscere il valore di questa diversità vuol dire anche porre le basi per contrastare ogni tendenza accentratrice ed egemonizzatrice nell’anarchismo.
Questo è possibile solo attraverso un atteggiamento di autocritica e critica costante tra i diversi approcci, che vada nella direzione di una crescita qualitativamente significativa, tanto dell’analisi di ciò che ci circonda, quanto delle diverse maniere possibili per organizzare la distruzione di ciò che ci opprime.

Rifiutando di catalogare e far catalogare le nostre diverse tensioni in aree identitarie, pensiamo che ogni attacco all’autorità interagisce all’interno dei meccanismi e rapporti sociali e contemporaneamente agisce contro la società stessa.

Da un punto di vista strategico una multiformità di pratiche è utile per alimentare la complessità di forme di organizzazione e di attacco, stimolando così la discussione su mezzi e fini all’interno delle diverse progettualità anarchiche d’azione. Capire come valorizzare questa multiformità, senza diluire i contenuti nell’ottica di un comune progetto di distruzione totale di questo sistema di dominio, è una necessità impellente.
È importante considerare le diverse proposte e progettualità non come antitetiche e statiche ma come strumenti, risorse e possibilità a disposizione degli anarchici e delle anarchiche, purché abbiano alcune caratteristiche che riteniamo fondamentali, quali la conflittualità permanente, l’attacco, l’indipendenza da strutture politiche istituzionali e/o organizzate gerarchicamente,  e l’informalità come strumento organizzativo.

    Parlando di conflittualità permanente intendiamo una tensione all’irrecuperabilità delle nostre pratiche e discorsi, il rifiuto di sottoporre il nostro agire a valutazioni opportunistiche. Con questo non si esclude la possibilità di sviluppare una strategia relativa alle modalità e agli obiettivi, ma questa non può essere la giustificazione dell’attendismo, né dell’annacquamento dei propri contenuti in un’ottica di allargamento quantitativo.
Ribadiamo da questo punto di vista il rifiuto di ogni intervento di collaborazione con il potere o che presti il fianco al recupero. Con quest’ultimo termine intendiamo la strategia del potere di inglobare le esperienze ed i comportamenti per esso potenzialmente pericolosi, reindirizzandoli ai suoi scopi.

Nelle democrazie il meccanismo del recupero è complementare al volto più duro della repressione ed ha il  fine di perpetuare questo sistema di sfruttamento e oppressione: il tentativo di inclusione e integrazione di alcune forme di rifiuto è volto ad aumentare la partecipazione al gioco politico, creando divisioni per poter più facilmente attaccare chi allo spettacolo della società non vuole partecipare.

L’azione anarchica diretta alla distruzione della società del dominio risponde sia alla pulsione che rifiuta l’autorità e quindi non media con essa, mirando ad abbatterla violentemente, sia ad una più ampia strategia che parta dalla consapevolezza che non si vivrà mai liberi creando isole all’interno di questa società di massa.
È quindi imprescindibile che una lotta, affinché non sia riformista, contempli come pratica l’attacco diretto.

In seguito all’op. Scripta Manent Alfredo, Nicola, Danilo, Valentina, Anna, Marco e Sandrone si trovano al momento nelle sezioni di alta sicurezza, sottoposti a limitazioni e censura della comunicazione con l’esterno.
Altri anarchici si trovano nelle carceri in Italia e nel mondo, altri ancora qui e altrove sono sottoposti a diverse misure restrittive, come arresti domiciliari e obblighi di dimora.

Lanciamo per il mese di Giugno una mobilitazione in solidarietà alle individualità anarchiche, rivoluzionarie e ribelli colpite dalla repressione, come momento di coordinamento tra iniziative e pratiche.

Roma, 30 aprile 2017

Anarchiche e Anarchici

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