[ROMA] Presidio sotto Regina Coeli

A tre mesi di distanza dalla giornata del 15 Ottobre, c’è ancora chi continua a scontare la repressione degli apparati giudiziari dello Stato. 6 ragazzi, di cui 5 minorenni, sono denunciati a piede libero, in 9 si trovano agli arresti domiciliari, due ragazze hanno gli obblighi di firma, mentre Giovanni, condannato a 3 anni e 4 mesi, resta ancora rinchiuso in carcere.
Nonostante l’accanimento giudiziario nei confronti delle persone arrestate e la gogna mediatica montata ad arte su quella giornata, chi crede sia indispensabile ribellarsi allo stato di cose attuali ha espresso tenaciemente la propria solidarietà: le iniziative a supporto delle spese legali e a sostegno di chi è recluso, i presidi e i saluti dinanzi ai carceri di regina coeli e rebibbia, la presenza nelle infami aule dei tribunali durante i processi sono i gesti che disegnano il volto comune di tutti/e coloro che quotidianamente vogliono rompere le mura dell’indifferenza.

Per continuare a tenere viva la solidarietà nei confronti dei denunciati della giornata del 15 ottobre e per non lasciare solo o sola chi continua ad essere rinchiuso dentro una cella maledetta, lanciamo un appuntamento per sabato 28 Gennaio, alle ore 13, durante l’ora d’aria dei detenuti del carcere di Regina Coeli, al faro della Passeggiata del Gianicolo.
Microfono aperto e casse puntate verso Regina Coeli, per farci sentire da Giovanni e da tutti coloro che che sono privati della loro libertà.

Affinchè le persone non finiscano dove comincia il carcere, la solidarietà è un’arma.

Libertà per tutti/e

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[Roma] Presentazione libro “Spagna 1936: l’utopia si fa storia”

Presentazione del libro:

“Anarchia e potere nellaguerra civile spagnola (1936-1939)”

con la partecipazione dell’autore Claudio Venza

Proiezione di “Spagna 1936: l’utopia si fa storia” (filmato originale degli archivi iconografici della C.N.T.) a seguire presentazione del libro e chiacchierata con l’autore.

Martedì 24/01/2012 ore 16

Università La Sapienza. Piazzale Aldo Moro, Roma, vecchio edificio di Fisica, aula Conversi.

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Brasile: la resistenza di Pinheirinho

All’alba di questa mattina le squadre antisommossa della polizia militare di San Paolo sono entrare in azione per sgomberare la favela di Pinheirinho a San Jose dos Campos. Almeno 7 i morti negli scontri ancora in corso tra abitanti e polizia. Lo sgombero è avvenuto dopo che il giudice federale Carlos Alberto Antonio si era pronunciato favorevole a prendere possesso dell’area occupata dalla favela, respingendo i ricorsi, ma rimandando la decisione definitiva ad altre cariche del sistema giudiziario brasiliano. D’altronde con il fallimento dell’impresa immobiliare Selectale autorità dello stato federale di San Paolo non si erano mostrate inclini ad evitare lo sgombero e a continuare il percorso di riqualificazione urbana partecipato e avviato da un pezzo con la comunità degli abitanti. Per qualcuno dopo l’uscita di scena degli speculatori di Selecta il territorio di Pinheirinho deve aver assunto la forma del dollaro!

Ed i primi ad accorgersene sono stati proprio gli abitanti che già lo scorso 11 gennaio durante una grande assemblea avevano deciso ad acclamazione che la parola d’ordine e la pratica di lotta contro lo sgombero sarebbe stata “resistenza!”, e così è stato. [il video degli ultimi minuti dell’assemblea]

Da settimane si sono svolte numerose iniziative di lotta per denunciare il rapporto tra speculazione edilizia e sgombero: occupazione dell’autostrada, volantinaggi, iniziative sotto i palazzi delle autorità, presidi e tentativi di apertura di trattative. In questo modo il movimento di Perheirinho è riuscito a crescere e diverse organizzazioni di lotta e sindacati si sono uniti alla protesta portando le ragioni del movimento anche fuori lo stato federale di San Paolo.

Ieri in un volantino distribuito a San Jose dos Campos si poteva leggere: “la presenza fisica di tutti è fondamentale in questo momento. Le iniziative degli avvocati e le vie legali sono importanti, ma la presenza fisica è decisiva! Lo sgombero potrebbe arrivare in qualsiasi momento. Domani vogliamo tutti gli attivisti presenti. Facciamo appello a tutte le organizzazioni e movimenti ad uscire domani per la città di San Jose dos Campos e partecipare alla resistenza di Pinheirinho. Questa è la nostra lotta! 100% Pinheirinho!”. I 9000 abitanti dell’immensa periferia facevano appello alla solidarietà e invitavano a salire sulle alte barricate di pneumatici che il movimento stava allestendo per resistere allo sgombero ormai percepito come imminente.

pinheirinho2

I plotoni dei reparti antisommossa della polizia militare hanno fatto ingresso nel grande quartiere coperti dall’alto da alcuni elicotteri ed hanno intimato di abbandonare immediatamente le case, le strade e le piazze. La risposta degli abitanti non si è fatta attendere e i primi cordoni di manifestanti hanno tentato di farsi strada per difendere le barricate. Protetti da scudi e caschi e con in pugno bastoni la prima fila della resistenza di Pinheirinho ha fronteggiato per ore l’incredibile dispositivo repressivo prima di fare i primi passi indietro. Lanci di pietre e pneumatici in fiamme da una parte e gas lacrimogeni sparati dagli elicotteri e dai celerini dall’altra. Poi le fucilate e i primi manifestanti cadono a terra uccisi dalla polizia (secondo le fonti del movimento si tratta di 7 ragazzi ma nelle prossime ore il conto potrebbe aumentare). I Feriti sono numerosissimi, tra loro bambini e donne incinta. Le associazioni per i diritti dell’uomo brasiliane parlano di un vero e proprio massacro che non sta risparmiando nessuno tra anziani e minori. Mentre la polizia tenta di avanzare e sigilla le case che sono finite sotto il suo controllo la prefettura di San Jose dos Campos non ha ancora inviato nessun funzionario che dia almeno qualche indicazione alle famiglie sgomberate. Il mix letale preparato dalle autorità contro gli abitanti di Pinheirinho sembra essere composto da repressione omicida e abbandono totale. Una vera e propria punizione esemplare contro una periferia ribelle che sta osando di opporre giustizia sociale e dignità agli interessi degli speculatori.

Seguiranno aggiornamenti.

Traduzione di una lettera scritta da una compagna al movimento.

GENTE, UNA COMPAGNA DELLA ZONA SUD DI SAO JOSE DOS CAMPS HA INVIATO UN RACCONTO SULLA SITUAZIONE DELLA GUERRA DEL PINHEIRINHO. QUESTO RACCONTO RIGUARDA LE ULTIME ORE.

Helena Silvestre

Continuano ad uccidere, picchiare,aggredire e umiliare donne, bambini, persone anziane qui a Pinheirinho. Siamo qui dalle 10 del mattino e già abbiamo visto cose assurde. Gente ferita per strada e ci lanciano bombe di gas urticante dagli elicotteri. Ci sono compagni morti, ancora non sappiamo il numero esatto ma almeno 3 sono confermati. Il numero dei feriti è impossibile da calcolare. Spari in ogni momento contro di noi. L’aria è irrespirabile tanti i lacrimogeni e il gas urticante. I Bambini non smettono di piangere. Il popolo è ferito ma è ancora forte. Siamo in lotta per i nostri diritti e per una società in cui non dobbiamo morire per avere una casa. Chi vuole solidarizzare, per favore, divulghi queste notizie attraverso e-mail e Facebook e pagine varie. Io ritorno in guerra.

Traduzione di una poesia sulla battaglia di Pinheirinho scritta in queste ore

I Pini Rossi

I pini del mondo hanno perso il loro verde caratteristico
Li ha fatti diventare rossi un maledetto politico!
Sangue di lavoratore
Nelle terre di uno speculatore
Neanche il profumo delle Arabie puliranno
Questo vile e codardo tradimento
Ne siamo certi: no, non ci saranno rielezioni!
Piange Pinheirinho!
Piange il Brasile! Piange il mondo
Reagisci Pinheirinho! Reagisci Brasile!
Si ribelli il Mondo

fonte: http://www.infoaut.org/index.php/blog/conflitti-globali/item/3763-brasile-la-resistenza-di-pinheirinho
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[ROMA] 20 anni di autogestione a Torre Maura

TORRE MAURA OCCUPATA
20 ANNI DI AUTOGESTIONE
INSUSCETTIBILE DI RAVVEDIMENTO

Venerdì 20 gennaio 2012
Ore 19,00 – presentazione del  libro “Il mistero (solubile) dello zucchero assassino”
Chiacchierata con l’autore Giuseppe Aiello – Spiluccata di dolci naturali
Cena vegan

Concerti con:
CANCER SPREADING Modena stench – presentazione nuovo cd
NIS Gargano crust
OLIM PALUS crust punk
HOSTILITER D-beat

Poi Suoni psicotici della palude

Sabato 21 gennaio

Dopo la cena vegan
“IN UNA SCATOLA DI CEMENTO”
Versi poetici di uomini e donne di Attoprimo Compagnia Teatrale

Concerti con:
LIVORE hc L’Aquila
TEAR ME DOWN presentazione nuovo disco “Il tempo cambia”
FORA DE ARRASTU Campidano punx
UGO PIAZZA  chi ama brucia hc Milano
Poi PRETACCIO dj – contro il trash e la sua esistenza ora e sempre astinenza –

Domenica 22 gennaio
raccojcocci
Tramandi erborei all’antro
Tisane – Tessitura – Smassaggiate
Cena godereccia – Porta ciò che vuoi far assaggiare senza sfruttamento animale –

Serata pianistica con
TETRAF – dall’esadecafonia al di là delle 12 note oltre i quarti di tono –

NEI POMERIGGI DELLE TRE GIORNATE
Elaborazione pratica di autosufficienza energetica
Costruzione di Rocket stove e stufe pirolitiche

Sottoscrizione libera – distro anarchica – birreria –
gran bazar der raccatto – demasterizzazione selvaggia

Non c’è miglior propaganda della libertà della serena libertà di godere ( R. Vaneigem)
PER L’ANARCHIA!

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[ROMA] Presentazione del libro “PESTIFERA LA MIA VITA” (Rebel Store)

PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI CLAUDIO LAVAZZA, “PESTIFERA LA MIA VITA” A CURA DEI COMPAGNI DELLA CASSA ANARCHICA DI SOLIDARIETA’ ANTICARCERARIA.

APERITIVO BENEFIT DI SOSTEGNO ALLA CASSA ANARCHICA.

DISCUSSIONE COLLETTIVA ED ORIZZONTALE SULLA LOTTA CONTRO IL CARCERE

GIOVEDI 12 GENNAIO ORE 20,00 @ REBEL STORE SAN LORENZO      VIA DEI VOLSCI 41, ROMA

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Un nuovo progetto artistico anarchico e antiautoritario

Grafica Nera è un progetto artistico di ispirazione anarchica ed anti-autoritaria,

il nostro obbiettivo è arricchire la diffusione cartacea e digitale del pensiero libertario realizzando grafiche di nostra iniziativa e anche su proposta di attivist* ( vedi la pagina “proposte grafiche”  ).

Le nostre produzioni spaziano tra opuscoli, flyer, poster, manualetti, loghi, copertine per dischi e libri, vignette satiriche, fumetti, immagini per serigrafie, piccole animazioni digitali e tante altre cose… e tutto è rigorosamente NO-PROFIT e NO-COPYRIGHT (vedi la pagina “no-copyright”).

Crediamo nella forza comunicativa dell’immagine e intendiamo servirci di questa potenzialità per fare il solletico alla gente rassegnata a questo mondo senza armonia e a corto di gioia.

In poche parole,

vogliamo spargere iconoclastia con le nostre icone…

Visitate il sito a:

http://graficanera.noblogs.org/info/

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[ROMA] Pestifera la mia vita – presentazione all’Idea

BIBLIOTECA L’IDEA
GIOVEDI’ 22 DICEMBRE 2011 ore 18,00

PESTIFERA LA MIA VITA, autobiografia di Claudio Lavazza
Presentazione del libro a cura dalla Cassa Anarchica di Solidarietà Anticarceraria.

“Ho realizzato quasi tutti i sogni che avevo, e spesso faccio il confronto tra la mia esistenza
e l’operaio che sarei stato se fossi rimasto al paese.
Sicuramente ora, come quasi tutti i miei compagni di scuola, sarei sposato e con figli, con
l’obbligo di lavorare dieci ore al giorno per mantenere la famiglia.
Stanco, la sera dopo il lavoro, starei lì a fissare quella scatola idiota, comodamente seduto in pantofole,
per poi andarmene a letto morto di sonno e distrutto…
Probabilmente adesso non sarei in carcere…
Però, anche se fosse possibile tornare indietro, non cambierei di un millimetro la rotta che scelsi.
Che ne sarebbe stato di me se la luce della lotta non mi avesse illuminato il cammino?”

Serata benefit per la Cassa, cena vegan,
contorno musicale di Psychocircus!!! Selecta rock’n’roll surf&bestshaker
Allo Spigolo della Biblioteca Anarchica L’Idea
tra Via Braccio da Montone e Via Fanfulla da Lodi al Pigneto-Roma

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[ROMA] “Ciò che non ti uccide ti avVelenA” con Peppe Aiello

ore 19: Chiacchierata e presentazione del libro “Il mistero (solubile) dello zucchero assassino” di Giuseppe Aiello

Una storia di cibo, dominio, denaro e scienza
O di alcune più o meno ragionevoli motivazioni per estromettere il saccarosio e diverse altre schifezze dalla vostra alimentazione.

A seguire: Reading poetico di Stefania Di Lino poeta visuale.

venerdì 16 dicembre 2011 ore 19

Bar Zazie nel metrò
Braccio da montone 88-90, Rome, Italy
 

Fino a pochi secoli fa lo zucchero veniva usato dai nobili europei come una rara spezia da usare quale ostentazione di ricchezza. Come ha fatto a diventare un componente fondamentale della dieta di un’intera società? Perché è così difficile capire qualcosa degli effetti che ha sul nostro organismo? Perché le opinioni degli “esperti” sono diverse – qualcuno sostiene che sia un alimento sano e indispensabile, e altri che va considerato come un veleno? È vero che i consumatori di dolci sono soggetti a rischio per molte malattie o si tratta soltanto di ingiustificato allarmismo? Cosa dice in proposito la ricerca scientifica? Perché è opinione diffusa che donne e bambini abbiano una spiccata preferenza per il gusto dolce? È naturale mangiare zucchero? E cosa vuol dire naturale?
Sono molti i misteri che circondano il saccarosio e il tentativo di svelarli richiede una lettura della storia della nostra civiltà, del potere, dell’economia e della cultura, dell’evoluzione degli ominidi, dei cibi che l’hanno accompagnata e molto altro. Questo libro cerca di essere uno strumento utile per districarsi nel labirinto di un apparato informativo addomesticato che ha interesse a far sì che i lati oscuri dell’alimentazione restino tali il più a lungo possibile.

I primi che ho sentito parlar male dello zucchero erano dei macrobiotici, gente conosciuta tantissimi anni fa, persone in genere un po’ fissate che mangiavano roba strana, insapore e costosa e che evidentemente soffrivano non poco a nutrirsi di quei curiosi alimenti dai nomi orientali (azuki, bancha, tamari, shoyu, kombu, mah…) e, soprattutto, a non mangiarne altre. Innanzitutto pativano a non mangiare i dolci. Molti di loro lo chiamavano “il bianco veleno” ma dopo avervi rinunciato per qualche tempo invariabilmente cedevano, e cedeva al tempo stesso la credibilità della demonizzazione del saccarosio. Alcuni vegetariani, che trent’anni fa erano peraltro rarissimi, riuscivano a rinunciare alla carne, ma quelli che provavano a rinunciare allo zucchero fallivano miseramente dopo qualche mese. Sara era improvvisamente diventata una paladina della macrobiotica, lasciando esterrefatto il fidanzato che vedeva (con ragione piena) in questa scelta un passo verso il distacco dal suo mondo di brava ragazza di paese, mondo che includeva anche lui. La reazione del giovane in odor di bruciatura fu quella di tormentarla portandole graffe e cornetti a prima mattina, all’inebriante profumo dei quali per un periodo Sara oppose resistenza e infine cedette (successivamente scelse di lasciare prima il fidanzato e poi la macrobiotica). Come potevano convincere qualcuno di quello che sostenevano se erano i primi a non esserne persuasi? Evidentemente questa storia dello zucchero velenoso doveva essere una scemenza, o quantomeno un’esagerazione.

Negli anni successivi, molto lentamente, cominciai a farmi l’idea che se si voleva cambiare il mondo in meglio non lo si poteva fare né andando a votare qualcuno nell’illusione che comandasse meglio di un altro, né modificando un pezzo del mondo lasciando il resto immutato. Dentro la copertina di Warehouse gli Hüsker Dü avevano scritto che la rivoluzione cominciava a casa propria, preferibilmente davanti allo specchio del cesso, e io, anche se le forzature de “ il personale è politico” non mi hanno mai convinto, la pensavo esattamente come loro. E siccome passo molto più tempo in cucina che davanti al suddetto specchio, gli sviluppi erano inevitabili. Non ho seguito santoni né guru, non sono diventato macrobiotico, vegetariano o vegano, non ho smesso di mangiare dolci né di bere alcolici, ma mi sono posto problemi. Più mangiavo riso integrale, meno zuccheravo tè e caffé, meno riuscivo a sopportare cocacola e nutella, che a un certo punto mi diventarono insopportabili al palato. La pastiera no, se ne avevo una davanti me ne mangiavo la metà senza scrupoli: essendo così buona non poteva fare male – o no?

Vabbe’, rispetto alla gran parte dei miei coetanei mi drogavo talmente poco che un tale rigore alimentare mi pareva esagerato, la salute da quando mi ero cominciato a curare omeopaticamente era piuttosto buona e mi sembrava più importante sapere che friggere con l’olio da due soldi (esattamente quello che passa come “olio per frittura”!) è un atto delinquenziale nei confronti del proprio e altrui corpo che non concentrarmi sui presunti effetti nocivi dello zucchero.

La svolta vera è stata la nascita, a distanza relativamente breve, delle mie figlie e vista l’enorme quantità di dolci con la quale gli adulti ingozzano i bambini ritenni che era arrivato il momento di capire sul serio se questa storia del bianco veleno aveva qualche fondamento.

Ho cominciato a leggere e ho scoperto che non si capiva niente. Spietate sentenze, affermazioni dogmatiche da una parte e da quella opposta, lo zucchero ti avvelena e lo zucchero è necessario, ma pochissime spiegazioni. Era veramente un mistero, che sembrava impossibile da risolvere, per questo il libro si chiama così, “Il mistero solubile dello zucchero assassino”: “solubile” perché credo di averlo risolto, non sta a me dire se brillantemente oppure no. Ci sono voluti un po’ di anni di studio (nei ritagli di tempo), di domande, discussioni, con la graduale consapevolezza che non ci poteva essere un approccio monodimensionale, ma era necessario considerare gli aspetti antropologici, economici, storici, evolutivi, fisiologici, perché ognuno di questi versanti ha la sua rilevanza e interagiscono nel formarsi della nostra cultura e delle nostre abitudini alimentari.

Alla fine ho concentrato tutto in 180 pagine in modo che quando nasce l’ennesima discussione sull’argomento: “ma è vero che lo zucchero fa male e perché” posso finalmente dire che esistono delle pagine dove c’è scritto tutto, o quasi.

G.Aiello

 
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[ROMA] Bencivenga – Gran Concerto – Musica popolare e canti ribelli

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[ROMA] Presentazione della Scarceranda 2012 e dibattito

10 Dicembre, 2011 – 18:00

LOA Acrobax-Ex cinodromo della capitale

Via della Vasca navale 6

Presentazione della Scarceranda 2012 e dibattito

Partendo dai processi per il G8 di Genova 2001 e passando per la gogna mediatico-giudiziaria scatenatasi all’indomani del corteo del 15 ottobre scorso, vorremmo discutere collettivamente su come le forme di potere releghino sullo sfondo della scena qualsiasi forma di critica all’esistente, in una società basata sull’emergenza e sulla sicurezza, che esclude dalla politica chi “pone il problema”.

Saranno con noi gli avvocati e le avvocate che seguono i processi di Genova 2001 e del 15 ottobre

Gennaro Santoro, Associazione Antigone

A seguire

Proiezione del video di Indymedia sulla manifestazione del 15 ottobre
Aperitivo e cena a sostegno delle spese legali del 15 ottobre

CONCERTO

FESTINA LENTE

Perché di carcere non si muoia più ma neanche di carcere si viva

per info

www.ondarossa.info

www.acrobax.org

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