[Operazione Ardire] Comunicato di Stefano Gabriele Fosco dal carcere di Alessandria: “Carogne pseudo-nichiliste”

riceviamo e diffondiamo:

CAROGNE PSEUDO-NICHILISTE

Mio malgrado eccomi a scrivere su alcune carogne pseudo-nichiliste che si aggirano nel movimento anarchico.
Prima di iniziare invito i compagni e le compagne a leggere quanto hanno scritto queste carogne sui fatti di Brindisi in una delirante serie di post e commenti in cui hanno attaccato gli anarchici leccesi (definiti “compagnucci”) e hanno vaneggiato sul superamento di qualsiasi morale ed etica (fonte: ParoleArmate). Nello stesso istante in cui ho letto quelle farneticazioni pseudo-nichiliste ho smesso di aver alcun tipo di affinità con tali carogne.
Adesso, quelle stesse carogne vogliono coinvolgermi in una stupida polemica su internet in merito all’antigiuridismo. Mi guardo bene dal cadere nel loro gioco, che sa molto di provocazione gestita dalla repressione.
Questi idioti pseudo-nichilisti non conoscono o fanno finta di non conoscere quella che è una consuetudine all’interno di tutti i movimenti rivoluzionari. Quando un compagno è prigioniero nelle mani dello Stato, e ancor più se le indagini sono ancora aperte, si pone una particolare attenzione dall’attaccarlo in merito a questioni o scelte ideologiche. Nel caso in cui il punto di divergenza da chiarire abbia una particolare urgenza, allora si attende sempre la chiusura delle indagini e si valutano dei canali di comunicazione per mettere in evidenza il punto da dibattere. In nessun caso si ricorre a comunicati pubblici additando dei compagni prigionieri. Mai! In passato chi ha osato violare tale consuetudine automaticamente si è posto al di fuori del movimento di appartenenza e, spesso, ha avuto le ore contate. I tempi sono cambiati, ma alcuni atteggiamenti  non possono essere tollerati in nessun caso. Solo delle carogne possono approfittare della prigionia di un compagno per attaccarlo!
Non entro nella polemica ma sottolineo solo degli aspetti, che sono più che sufficienti per capire l’idiozia dei miserabili che mi attaccano:
–    “Severino Di Giovanni era essenzialmente antigiuridico e amorale”: l’anarchico abruzzese era così antigiuridico da chiedere la costituzione di un Giurì anarchico composto da compagni a lui non affini in relazione alle voci circolanti sulla morte di Lopez Arango. Idiota!
–    Sia nel primo che nel secondo “Processo Halandri” i compagni della Cospirazione delle Cellule di Fuoco hanno avuto almeno un avvocato di fiducia e hanno presenziato a molte delle udienze. Idiota, questo non è antigiuridismo!
–    Alcuni anarchici cileni, coinvolti nel “Caso Bombas” hanno inviato comunicati solidali ai prigionieri della CCF e viceversa. Idiota!
–    Un blog anarchico è solo uno strumento di controinformazione. In nessun caso un blog o un giornale possono essere degli strumenti di ideazione e realizzazione di attacchi esplosivi e incendiari. Pretendere che il gestore di un blog anarchico debba assumersi la responsabilità – ideologica e materiale – delle azioni dirette anarchiche che pubblica significa fare il gioco della repressione. Idiota e provocatore!
Un’ altra carogna è arrivata a scrivere sul suo blog: “si utilizzano strumenti che, è bene ricordarlo, sono concessi dal nemico” in relazione alla mia scelta di farmi difendere da un avvocato.
Attualmente nel mondo non c’è un solo prigioniero anarchico che non si sia difeso con l’ausilio di un legale (ovvio, tralascio i furtarelli dai supermercati). Attualmente nel mondo ci sono prigionieri anarchici in carcere da oltre 15-20 anni. Sono prigionieri che per mantenersi lavorano in carcere e quando possono presentano tutti i ricorsi e le istanze per poter ottenere un qualche beneficio. Sono onorato di avere un rapporto di affinità e di amicizia con questi compagni e mai mi sognerei di dire loro che “stanno utilizzando strumenti concessi dal nemico”!
Carogne pseudo-nichiliste, avete perso l’occasione per tacere. State cercando di dividere i prigionieri anarchici tra di loro e state invitando dei compagni imprigionati e sotto inchiesta ad assumersi responsabilità a loro estranee. Il tutto su internet, non all’interno di assemblee in circoli e centri anarchici.
In diversi ritengono che siete dei provocatori al servizio della repressione, altri – me compreso – pensano che siete solo dei miserabili idioti.
Chiudo qui un dibattito mai iniziato.

Il prigioniero individualista anarchico
Stefano Gabriele Fosco
15 agosto 2012

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