Contagio Antispecista – Vegan Degrado

da contagio antispecista

Vegan Degrado

L’auto-certificazione VeganOk e il marchio Vegan Delicius, di cui il primo ne è promotore, hanno fatto ritorno a casa mostrando ancora una volta il volto reale di ciò che è stato concepito al preciso scopo di sfruttare la causa, riducendo in business la lotta per la liberazione animale.
Se da un lato VeganOk sta conducendo un’opera di monopolio certificando anche l’ovvio: insalate, olio evo, verdure e legumi confezionati ecc., senza tra l’altro porre alcuna attenzione sui marchi e multinazionali che commercializzano i vari prodotti. Dall’altra ha promosso e dato vita ad una linea di surrogati vegetali (Vegan Delicius) che mantengono ben viva l’idea di ciò che è frutto di schiavitù e sfruttamento animale.

Una tendenza che mantiene viva l’immagine di quel sistema violento votato a l’assoggettamento di chi viene considerato inferiore e quindi sacrificabile per ragioni di lucro, prima, e di gola poi.
    Un fenomeno alimentato da quell’errata concezione del veganismo che porta molti/e a rassicurare il prossimo garantendogli/le di poter avere ugualmente accesso ad un’alimentazione gustosa e a una buona varietà di prodotti industriali pur di farlo/a diventare vegan, riducendo il tutto ad una mera scelta nutrizionale o di moda.
[dall’articolo Agganciati al sistema antropocentrico]

Da immagine a grottesca realtà, in quanto i prodotti Vegan Delicius (salumi, mortadelle e salami di origine vegetale ottenuti attraverso l’impiego di una sostanza chiamata NoGluty) sono ora reperibili e vengono venduti da vere e proprie macellerie.
Un sodalizio che offre così pieno sostegno a quella macchina di sfruttamento con la quale VeganOk va comunque a braccetto, in quanto espressione di un capitalismo “verde” che mantiene in vita quelle dinamiche di dominio ambientale, animale e sociale che rappresentano l’esatto contrario dei valori espressi da veganismo e antispecismo.
Del resto l’incoerenza è di casa perché Vegan Delicius, dopo aver decantato le lodi di un progetto commerciale che ha tramutato un ex macelleria in un luogo di “liberazione” (per quanto possa definirsi tale un posto votato al consumismo e al capitalismo), ha iniziato a mettere in vendita i suoi prodotti all’interno di un’altra macelleria, vera e propria, di Rimini.

    …sinonimo di prodotti buoni e genuini, di ricerca, di novità e di qualità per ogni esigenza, anche per i vegani!
    Ecco perchè da noi troverete anche prodotti Veganok e Vegan Delicious: salame piccante, bresaola, finocchiona e formaggio fior di befana.
    Grandi novità 100% vegane e senza glutine, ideali sia per chi segue una dieta vegana, sia per chi desidera variare la propria alimentazione alternando la carne con prodotti nuovi, sani e genuini: senza mai rinunciare al gusto!
[dalla pagina fb della macelleria]

Dieta, alternativa, scelta alimentare, magari da alternare al consumo di carne e derivati animali nell’arco della settimana, per moda, per la propria salute personale, tutte espressioni di quell’antropocentrismo (ovvero l’essere umano al centro di ogni cosa) che l’antispecismo si pone di contrastare e smantellare.
Un sistema sostenuto e alimentato da realtà come VeganOk, che speculano sulla causa, oltre che da tutte quelle associazioni animaliste promotrici della “politica dei piccoli passi”, più preoccupate a fornire pubblicità gratuita a marchi e prodotti industriali piuttosto che difendere e diffondere i valori politici dell’antispecismo.
Il problema però non è rappresentato tanto da VeganOk, i cui obiettivi sono ormai ben noti, neanche dalla macelleria di Rimini che fa parte di quel sistema di dominio da combattere, e nemmeno dalle associazioni animaliste che supportano tutto questo, ma da tutte quelle persone che seguono, sostengono, finanziano, danno credito e visibilità a chi manipola la lotta a vantaggio dei propri fini personali.
Un insulto nei confronti di chi ogni giorno si impegna in prima persona per la liberazione animale, umana, della Terra e della causa stessa, che viene svuotata di ogni suo principio e valore.

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[Firenze] UN BEL TACER NON FU MAI SCRITTO

Siamo anarchici. Siamo contro lo stato e ogni sorta di autorità, siamo contro la disuguaglianza sociale, il fascismo, il militarismo, le devastazioni ecologiche e umane provocate da un sistema sociale oppressivo e malato. Questo modo di essere non si accontenta di mere dichiarazioni di intenti, magari cliccando dei “like” su facebook, ma grida di essere praticato e portato avanti nelle nostre vite e nelle nostre quotidianità, come azione politica, in un mondo sempre più immiserito eticamente e socialmente. Ciò ci comporta la “naturale” conseguenza di essere costantemente oggetto di attenzioni e repressioni poliziesche: negli anni abbiamo subito centinaia e centinaia di fermi arbitrari e di quantomeno fantasiose “operazioni di polizia”, decine di perquisizioni e sgomberi di posti occupati, arresti e inchieste/processi di qualsiasi tenore. Gli anarchici, si sa, sono un capro espiatorio ideale: non hanno santi in paradiso, non si appellano ad amici assessori o parlamentari, non frequentano salotti di influenti intellettuali progressisti, non si riparano dietro a illusorie garanzie costituzionali. Del resto, la repressione non è certo cosa che riguardi noi soltanto: storicamente è toccata a tutti i contestatori, i ribelli sociali, gli eretici, i rivoluzionari, di ogni tempo e luogo; al giorno d’oggi, è la sorte imposta sempre più a chiunque alzi la testa, ad ogni immigrato, ad ogni marginale, ad ogni contestatore. A questo giro, il 31 gennaio, è stata sgomberata Villa Panico a San Salvi e decine di anarchici fiorentini sono stati portati in questura (tre arrestati ai domiciliari e sette con varie restrizioni) e accusati di associazione a delinquere e di svariati reati specifici (un volantinaggio, una rissa casuale con la polizia con arresti e successivo corteo di protesta, un’azione contro una sede fascista e un petardo contro la suddetta sede). Quello che ci ha colpito fin da subito di questa inchiesta è la sua spiccata pochezza e inconsistenza: i fatti di capodanno hanno fornito il pretesto per attaccare senza remore gli anarchici fiorentini. Per chi non lo ricordasse, nella notte a cavallo tra il 31 dicembre e il primo gennaio, una pattuglia della digos individua un pacco sospetto dietro la saracinesca della libreria fascista “il bargello” in via Leonardo da Vinci, e ne identifica la natura, sentendo il ticchettio di un timer al suo interno. Un artificiere viene richiamato dopo il turno di lavoro per disinnescare il congegno, non aspetta l’arrivo delle protezioni e si ferisce gravemente. Quasi contemporaneamente alle prime cure nei suoi confronti, la polizia era già alla porta di alcuni compagni e compagne, a scatola chiusa, pronti ad aprire un’indagine per tentato omicidio. Non paghi, dopo qualche settimana dall’operazione “Panico”, alcuni compagni e amici sono stati “accompagnati” di forza in questura, e sottoposti ad un interrogatorio, come persone informate sui fatti. Nel frattempo, a Grosseto, la notte precedente all’inaugurazione di una sede di Casapound, appaiono delle scritte sulla facciata del palazzo in questione. Due persone vengono trovate dalla polizia, una sul tetto e l’altra nei paraggi, e trattenute 12 ore nella questura di Grosseto. Il successivo ritrovamento sul tetto di due petardi e una radiolina sono per la polizia il pretesto per perquisire la casa di uno dei due, denunciare i fermati per danneggiamento e per aprire nei loro confronti un’acrobatica indagine per atto di terrorismo: con due petardi avrebbero avuto l’intenzione di sabotare un’antenna telefonica di 15 metri.. Per quanto siamo abituati a pagare salato per quel che siamo, ci risulta indigesto e inaccettabile pagare per nascondere errori evidentemente altrui. Polizia e media hanno puntato su una situazione di emergenza immediata, parlando del loro uomo in termini di eroe; sembra però che non ci fosse nessuno da salvare, la strada era chiusa nell’attesa dell’arrivo dell’esperto, e nessuno, neanche con la sfera di cristallo, avrebbe potuto calcolare che qualcuno ci mettesse le mani incautamente: il tentato omicidio è palesemente una invenzione della questura. Potremmo anche aggiungere che se invece di un poliziotto, si fosse trattato di un muratore o di un falegname nell’esercizio del proprio lavoro (la media dei morti sul lavoro in Italia è di tre al giorno), il fatto non avrebbe meritato nemmeno un trafiletto in ultima pagina. I giornali e i media, pilotati dalla questura, hanno creato come sempre il mostro da gettare in pasto alla pubblica opinione, costruendo un clima sempre più securitario e reazionario, sminuendo pratiche sociali e politiche, riducendole esclusivamente al rango di vandalismo e clandestinità. Non è un caso che durante lo sgombero di Villa Panico, il 31 gennaio, è stata posta un’eccezionale attenzione su una fioriera che è stata fatta “brillare”, e la maggior parte delle immagini sui giornali riprendono gli artificieri (stavolta con tanto di protezioni), quasi a voler far intendere che si trattava di bonificare un deposito di esplosivi, piuttosto che sgomberare una casa occupata. A rafforzamento di ciò, guarda caso, nelle settimane immediatamente successive all’inizio anno, è scoppiato l’allarme-bomba ovunque a Firenze: quasi quotidianamente sono stati ritrovati pacchi, borse e contenitori sospetti. Questo è lo spettacolo della repressione, sempre più becero, sempre più arrogante, sempre più svincolato e noncurante della legittimità sociale. Dal canto nostro, possiamo intanto già affermare una cosa: uno degli onnipresenti scopi della repressione, quello di spaventare e dividere, possiamo già considerarlo fallito. Siamo vigili e determinati, rincuorati dalla grandissima solidarietà dimostrata da tantissimi in città, da tutta Italia e anche da fuori. Come sempre, non ci interessa dividere il mondo in innocenti e colpevoli, e siamo solidali con tutti i compagni colpiti dalla repressione di stato.

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[Roma] DIMENTICARE FUKUSHIMA

GIOVEDI’ 23 FEBBRAIO 2017 dalle 18

DIMENTICARE FUKUSHIMA

La catastrofe di Fukushima non è mai esistita. Quale catastrofe? La frequentazione assidua dei disastri ce ne fa perdere la realtà. La vera catastrofe nucleare non sta nel fatto che tutto si fermi ma che tutto continui. La Bomba non ha distrutto il mondo ma ha aperto una nuova fase del dominio, Il terrore provocato dalla minaccia dell’apocalisse nucleare ha avuto un solo effetto:fossilizzare l’ordine delle cose. Venticinque anni di gestione sociale delle conseguenze di Cernobyl hanno affilato le armi della burocrazia degli anni 2010. Come ben sa, far scomparire la realtà sociale di una catastrofe è innanzitutto una questione di suddivisione dei tempi, una questione di agenda. Catastrofizzare,liquidare,evacuare, riabilitare, banalizzare, altrettanti episodi di uno sceneggiato destinato a farci dimenticare Fukushima

Presentazione – incontro con l’editore del libro pubblicato da ISTIXISTRIX

Poi cena vegan a sottoscrizione della Biblioteca L’Idea

Allo Spigolo tra Via Braccio da Montone e Via Fanfulla da Lodi al Pigneto

La Biblioteca è aperta martedì e venerdì dalle 17 in Via Braccio da Montone 71a

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[Roma] Incontro sulla Turchia alla Biblioteca l’Idea

MERCOLEDI’ 22 FEBBRAIO 2017 dalle 19

Incontro tra esperienze dirette e testimonianze sulla situazione e sulla resistenza anarchica in Turchia

A seguire cena turco-vegan a sottoscrizione della Biblioteca L’Idea

Allo Spigolo tra Via Braccio da Montone e Via Fanfulla da Lodi al Pigneto

La Biblioteca è aperta martedì e venerdì dalle 17 in Via Braccio da Montone 71a

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[Roma] DE RIFFA E D’ARRAFFA ESTRAZIONE PROPIZIATORIA 2017

DOMENICA 12 FEBBRAIO

DE RIFFA E D’ARRAFFA

ESTRAZIONE PROPIZIATORIA 2017

Dalle 13

Pranzo vegan,tisane, cicchetti, vino e quello che nun vòi fa mancà…portalo!

Degustazione sidra autoprodotta ottobre 2016

Spaccio dell’urtimi bijetti  co’ un monte de premi della distro

Su sfondo A STORNELLI METALLIZZATO

A sostegno della Biblioteca L’Idea

Allo Spigolo sul crocicchio tra Via Braccio da Montone e Via Fanfulla da Lodi al Pigneto

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[Torino] Tre giorni contro il fascismo nei quartieri di Lucento e Vallette

TRE GIORNI CONTRO IL FASCISMO 2017

10-11-12 FEBBRAIO in zona LUCENTO | VALLETTE

Venerdì 10 febbraio ore 21 presso Il Muretto – via dei gladioli 21

DIBATTITO sul confine orientale, foibe e giorno del ricordo con la partecipazione dello storico ERIC GOBETTI


Sabato 11 febbraio
ore 9 in Corso Cincinnato Area Mercato

COLAZIONE – Porta quello che vorresti trovare, condividi la tua colazione preferita!

Ore 13 FESTA IN STRADA @ GIARDINI CAVALLOTTI | Corso Cincinnato angolo Corso Toscana

Cibo, bevande, distribuzioni di materiale di controinformazione, giochi, monologo teatrale tratto dallo spettacolo “SCUSA, MA CI CONOSCIAMO?” sull’antirazzismo. Musica e canti popolari con ANONIMA CORISTI (Pinerolo rulez!)

Domenica 12 febbraio ore 15 in Corso Cincinnato Area Mercato

CORTEO PER LE STRADE DEL QUARTIERE.

Contro Casapound e ogni fascismo per un quartiere multietnico e solidale.

LUCENTO | VALLETTE ZONE ANTIFASCISTE E ANTIRAZZISTE

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[Roma] Assemblea contro retate ed espulsioni alla B.A.M.

Roma – Giovedì 09 febbraio 2017 ore 19, presso B.A.M. in via dei Castani 42

ASSEMBLEA CONTRO ESPULSIONI E RETATE

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[Firenze] Aggiornamenti sull'”operazione panico” a Firenze.

fonte: Radiocane

Una città sempre più sorvegliata e a misura di turista non poteva tollerare oltre una presenza anomala come quella di Villa Panico, mai del tutto assimilata dal quieto vivere cittadino e non allisciata ma ruvida contro guardie e fascisti. Una nuova inchiesta, denominata “operazione Panico”, ha così fornito il pretesto per mettere sotto sequestro lo spazio e per privare in vario modo della libertà alcuni dei suoi abitanti e frequentatori con varie accuse tra le quali spicca quella di “associazione a delinquere”. Un compagno fiorentino interessato da queste misure repressive ci racconta a caldo quanto accaduto in attesa di prossimi aggiornamenti.

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[Roma] Aggiornamenti sulla richiesta di sorveglianza speciale per un compagno

Riceviamo e diffondiamo:

UNA LUNGA MATTINATA – IL PRESIDIO A PIAZZALE CLODIO

Lunedì 30 gennaio si è svolta l’udienza per la richiesta di sorveglianza speciale a carico di un compagno di Roma. Un presidio solidale si è raccolto nel piazzale antistante al tribunale di Roma sin dalle prime ore del giorno, con la volontà di far sentire la propria vicinanza al compagno in questione e di non lasciare nel silenzio l’ennesimo attacco a chi non abbassa la testa.
L’atteggiamento della polizia, schierata in forze, è stato dei più odiosi sin da subito. Disposte davanti all’ingresso del tribunale, le forze di pubblica sicurezza hanno impedito ai compagni e le compagne che volevano seguire l’udienza in aula di entrare, adducendo scuse che più passava il tempo più suonavano grottesche, tra rimpalli di responsabilità che cozzavano col loro stesso codice di diritto. Il compagno aveva fatto richiesta tramite il suo difensore, che l’udienza si svolgesse in forma pubblica, a porte aperte come si suol dire, richiesta accolta dalla corte che avrebbe dovuto garantire l’ingresso libero. Invece no, in una specie di delirio di potere, la polizia, schierata quasi a picchettare l’ingresso principale del tribunale, ha bloccato non solo i solidali ma tutte le persone che dovevano entrare nel “palazzo di giustizia”, operando una ridicola quanto infame selezione all’ingresso che si basava sull’assunto che solo chi era in possesso di un ordine di comparizione davanti al tribunale potesse entrare, ma che riguardava in effetti più che altro l’aspetto di chi poteva sembrare persona amica o vicina al compagno. Nei fatti parenti e amici di altri imputati, persone che avevano impegni nel tribunale, persino fattorini che dovevano consegnare documenti, venivano bloccati, creando una situazione sempre più imbarazzante per le stesse forze di polizia. La risposta dei compagni e delle compagne è stata da subito decisa e ferma. A chi rimasto all’ingresso esigeva di entrare, ricevendo la solidarietà di tutte quelle persone che subivano lo stesso abuso, si è aggiunta subito la risposta del grosso del presidio che scendeva sulla carreggiata stradale per denunciare l’intollerabile prepotenza e far sentire la propria determinazione e rabbia: bloccano l’entrata, blocchiamo il traffico… l’immediata e spontanea deduzione. Dopo diverse decine di minuti concitati il blocco all’entrata è stato tolto, e nell’insistente paranoia degli sbirri solo 4-5 tra compagni e  compagne sono state fatte passare per raggiungere un’aula in cui, letta una dichiarazione* dal compagno, l’udienza stava volgendo al termine.
Nel frattempo sulla piazza, mentre si decideva di riunirsi in assemblea per attendere l’uscita dei compagni e delle compagne, l’arrivo di altri contingenti di polizia circondava i solidali. La solerzia del questore del commissariato di Prati, arrivato a dirigere le operazioni di gran carriera, che con una certa goffaggine schierava le sue truppe tutt’attorno al presidio bloccando il traffico molto più di quanto non avessero potuto fare i compagni, riusciva nell’intento di far sembrare tutta la macchina poliziesca più miserabile di quello che solitamente appare. In evidente stato confusionale, litigando tra digos e questurini, lo spropositato contingente assediava la piazza, in cui ormai, finita l’udienza, il presidio aveva deciso di sciogliersi. Ma forse per giustificare tanto zelo, o forse per riaffermare la loro infamità, le forze di pubblica sicurezza impediva ai presenti di lasciare la piazza senza dare le proprie generalità. All’iniziale rifiuto di tanta parte della piazza di accettare questa provocazione, l’atteggiamento della polizia rimaneva granitico, o forse meglio dire stolido, come quello del somaro che non sente più ragioni. Dopo ore di stallo, in cui il numero di celere schierato in assetto antisommossa e digos lievitava mentre il numero dei compagni misteriosamente diminuiva (ad indicare che l’intelligenza e l’astuzia hanno sempre ragione sulla bruta forza e sulle teste di legno), l’arrivo di un pullman della polizia segnava la svolta della mattinata. Prendendo finalmente coraggio, la polizia su ordine del suddetto questore, procedeva al rastrellamento e alla messa al muro di quello che rimaneva del presidio intimando la consegna dei documenti o l’arresto, mentre nei dintorni della piazza scattavano cacce all’uomo in cui questurini inseguivano agenti della digos e viceversa, e gli uni agli altri giuravano di far parte della stessa organizzazione, sotto gli occhi increduli dei compagni che assistevano alla scena. Dopo aver ottenuto almeno che chi non aveva documenti fosse lasciato in libertà, il presidio si scioglieva cedendo alla stupidità poliziesca e lasciando la piazza alla spicciolata. Ma il questore come disturbato da incubi ad occhi aperti, faceva seguire dai suoi plotoni i solidali fino ai bar vicini dove alcuni si ristoravano con acqua e vivande dopo il lungo sequestro, continuando a minacciare e intimare ordini senza senso, ai quali ormai nessuno più badava, finanche i suoi collaboratori, che prendendolo per braccio lo rasserenavano e lo riaccompagnavano in ufficio.
Non ci stupiamo della violenza e dell’abuso con i quali giorno dopo giorno un sistema in affanno amministra la sua iniquità. Siamo e saremo sempre a testa alta a fianco di chi lotta, solidali con chi non si arrende, sprezzanti verso la miseria umana di chi esegue gli ordini assassini che mantengono in piedi questo sistema di dominio.

1 febbraio 2017

NED-PSM

P.s. Apprendiamo in serata, con immensa gioia, la decisione di RIGETTO della richiesta di sorveglianza speciale a carico del compagno… il nostro Pier.
Ringraziamo tutti e tutte le solidali che, presenti al nostro fianco in questi giorni, ci hanno sostenuto e accompagnato nelle iniziative di lotta.
Non scordiamo che c’è ancora molto da fare, né i compagni e le compagne, che colpiti/e da nuove o vecchie inchieste si trovano agli arresti.

Nel corso degli ultimi anni un numero crescente di donne e uomini attivi nelle lotte sociali è stato proposto per la misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza.
Le questure vorrebbero utilizzarla per isolare alcune persone, disperdere alcuni gruppi, fermare alcune lotte. 
Si tratta di un vetusto arnese repressivo, che è stato ripescato dagli armadi del regime fascista e che getta un’ombra cupa sul nostro futuro.
 Chi tenta di legittimarlo nuovamente, come strumento di oppressione politica, mette a rischio la libertà di tutti e tutte.
 Respingere questo tentativo è giusto.
 Impedire che l’eccezione diventi norma è possibile.
Sono in quest’aula a testa alta.
La mia è una precisa scelta di vita, come dicono le carte della questura, affinata in venti anni di lotte.
 Mi sento in pace con la mia coscienza e fiero della mia scelta.
 Respingo con sdegno le accuse di prevaricare la libertà altrui, lucrare sulle attività politiche, utilizzare la violenza per elevare il mio rango.
 Chi ha scritto quelle parole mi offende, perché mi raffigura ad immagine di quella parte di società che rifiuto.
Sono solo di fronte alla corte, non di fronte alla vita.
 Sono uno dei tanti che l’ingiustizia, lo sfruttamento, l’oppressione li vive sulla pelle.
 Sono uno dei tanti che non si sottomette e prova a cambiare questo mondo.
Uno di quelli che non fa finta di niente e non si gira dall’altra parte.
A tutti questi, e a me stesso, farei un torto se non continuassi a dare il mio contributo.

Roma, 30 gennaio 2017
Pier
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TORRE MAURA OCCUPATA 1992-2017 Quer quartino d’illegalita’ tra due millenni…

 
Quer quartino d’illegalita’ tra due millenni…

TORRE MAURA OCCUPATA 1992 -2017
27 GENNAIO E 28 GENNAIO
25 anni di autogestione
Mai illusi dai magheggi del potere
Per l’Anarchia

2 GIORNI SENZA TRUCCO E SENZA INGANNO
concerti – cucina vegan – distro anarchica e d.i.y. – gran bazar der raccatto
Sottoscrizione libera a sostegno della cassa contro la repressione La Lima

VENERDI’ 27
ORE 21 CIRCA CENA
 POI SUONERANNO:
BAMBI Psycho Electro Parrucche
MALORE Old School HC Civita Castellana
RANDOM AXES Metal Noise
RPBQ 80 Industrial Rumors
SEPIK Metal HC Ceccano
Dj MIGRA Metal/Thrash/ Death/Grind

SABATO 28

Ore 16 ASSEMBLEA NAZIONALE in vista dell’udienza per la richiesta di Sorveglianza Speciale nei confronti di un compagno anarchico, Incontro sulle misure di prevenzione richieste in gran numero in tutta Italia: le provocazioni della procura e le risposte messe in campo da compagne e compagni

DOPO CENA SUONERANNO:

GRUMO Death Grind Modena
NEGOT Punk Oscuro   Bergamo
OSS! Old school  Thrash teenager
PLASTINATION Nihil Core Torino
RANKORE AnarcoStreetPunk Torino
SCHELETRO Metal Punk
Dj To8iNO  Dissoluzioni  Punx Contro
PROMEMORIA: LUNEDÌ 30 GENNAIO ore 9,00 PRESIDIO di fronte al tribunale di Piazzale Clodio

TORRE MAURA OCCUPATA
Via delle Averle 10 Bus 313,556,106 MetroCciloro

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