E’ uscito il n°1 del foglio anitcarcerario Fibbia

riceviamo e diffondiamo:

Come nemici delle galere abbiamo deciso di far uscire “Fibbia”, un
foglio anticarcerario in cui condividere lettere riflessioni e
aggiornamenti su alcune carceri del territorio emiliano e delle zone
limitrofe. “Fibbia” nel linguaggio carcerario significa “parola
criptata”. Questo foglio vuole essere uno strumento di comunicazione
con chi si trova al di là di un muro, per favorire la divulgazione di
situazioni conflittuali che avvengono dentro le carceri.

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[Roma] 24 anni di Torre Maura occupata

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TORRE MAURA OCCUPATA 1992-⁠2016
24 ANNI DI AUTOGESTIONE AFFILANDO OSSA CONTRO OGNI AUTORITA’
VENERDI’ 22 GENNAIO
Dalle 18
Presentazione e proiezione film /⁠documentario Francia 2012
UN MONDO SENZA UMANI
La convergenza delle scienze in una società dalle macchine onnipresenti…Non un ipotetico futuro da “migliorare” e manipolare ma un presente dove questo è già realtà.
Cena e Concerto con:
CASCAO Pop
SCHNELLSTES AUTO DER KARABINIERI Budoh core
TERRORIST BENGALA PARTY Surf Post Atomico dall’Aniene

SABATO 23 GENNAIO
Cena e Concerto con:
THE RADSTERS Speed Rocck Wild Bunch Napoli
RATTENKONIG D Beat
SCHELETRO Punk Metallaro
SUN CRUSHER Heavy Metal Hard Rock
TETANO Punk per l’anarchia Benevento
N.I.S. Crust Foggia
Eppoi…
DJ T8INO Selezioni Punx Contro
Nei due giorni distro anarchica e d.i.y Gran bazar der raccatto –
cibo solo vegan  bevande e improvvisazioni variegate – sottoscrizione libera
A sostegno del giornale ecologista radicale L’urlo della Terra

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Errico Malatesta e la violenza rivoluzionaria di A.M. Bonanno

Audio dell’intervento di A.M. Bonanno, ad una discussione sull’anarchico italiano Errico Malatesta nel 2008.

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Trento – Sgombero Nave Assillo Occupata

Apprendiamo come dalle prime ore della mattina sia in corso il tentativo di sgombero di Nave Assillo Occupata.
In attesa di maggiori informazioni rilanciamo l’appello a recarsi in via San Pio X 15 a Trento.

AGGIORNAMENTO: 9 occupanti resistono da questa mattina sul tetto; intorno a Nave Assillo decine di solidali, tra cui studenti e lavoratori in lotta di un vicino supermercato.

APPUNTAMENTO ALLE ORE 18.00 ALLA FACOLTA’ DI SOCIOLOGIA DI TRENTO

Seguiranno aggiornamenti | Per eventuali iniziative consultare il blog di Nave Assillo

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L’Accoglienza e le accoglienze: una riflessione sulla gestione degli immigrati

Riceviamo e diffondiamo:

Le parole che seguono vogliono essere un tentativo, pur sempre limitato e superficiale, di chiarimento rispetto al grande mondo dell’Accoglienza in Italia. Quando parliamo di accoglienza ci riferiamo a tutto quell’ambiente che si occupa della ricezione, gestione, collocazione e inserimento di una fetta del flusso migratorio, cioè di una percentuale molto piccola, su un totale di individui che si trovano nel limbo della regolarità provvisoria, in quanto in attesa della risposta delle Commissioni Territoriali o perché godono di una qualche protezione temporanea. Parliamo, quindi, più in generale, della cosiddetta “Accoglienza secondaria”, promossa dalle istituzioni, gestita da cooperative, enti e associazioni e per ultimo, parodiata da alcuni ambienti militanti.

Accoglienze

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[Roma] De Riffa e d’arraffa estrazione propiziatoria 2016 all’Idea

DE RIFFA 2016web

DOMENICA 17 GENNAIO

DE RIFFA E D’ARRAFFA

ESTRAZIONE PROPIZIATORIA 2016

Dalle 17

Azzardata a sostegno della Biblioteca L’Idea

Giocate affondo perduto e spaccio dell’urtimi bijetti  co’ un monte de premi della distro

Prosa poetica su sfondo sonoro ricamata da EFFE 4

Tisane, cicchetti, vino e quello che nun vòi fa mancà…portalo!

Merenda e cena vegan

Allo Spigolo tra Via Braccio da Montone e Via Fanfulla da Lodi al Pigneto

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Devastazione e saccheggio: ma che novità!!

Riceviamo e diffondiamo:

Devastazione e saccheggio: ma che novità!!

 

Devastazione e saccheggio: ma che novità!!
non siete parte del corteo,
non siete parte di noi, siete delle guardie infiltrate,
Vigliacchi, Vergogna
Roma, Ottobre 2011- dal megafono del camion dei COBAS

Le giornate del luglio del 2001 a Genova se le ricordano tutti: sono state giornate di lotta e di rivolta. Lotta contro il vertice del G8, contro i”grandi del mondo”, si diceva una volta, contro la globalizzazione, contro il capitalismo che distrugge territori e popolazioni per poter continuare a sopravvivere, che produce sfruttamento e sottomette al profitto tutto quello che incontra sulla sua strada. Giornate in cui almeno da una parte del corteo è stata espressa rabbia vera, reale, concreta contro questo sistema economico e sociale.

E lo stato, unico detentore legalizzato della violenza, ha reagito: prima in piazza e nelle piazze con le sue guardie attraverso quella che è stata definita una mattanza sudamericana poi con il suo apparato repressivo, condannando, dopo 12 anni, 10 compagni per devastazione e saccheggio per un totale di 100 anni di carcere. Ma per fortuna uno di questi compagni, Vincenzo, è riuscito a scappare e ad oggi è ancora libero.

Dopo il G8 di Genova il reato di devastazione e saccheggio è stato in qualche modo “sdoganato” nella giurisprudenza corrente, ed il ricorso delle procure nell’applicare il reato è divenuto costante. Questa tipo di accusa è ricaduta sui militanti antifascisti a Milano per gli scontri in Corso Buenos Aires dell’11 Marzo 2006, per gli scontri in Piazza San Giovanni a Roma del 15 Ottobre 2011 e per la manifestazione del 1 Maggio 2015 a Milano.

Questo reato (reato contro l’ordine pubblico), introdotto col famigerato Codice Rocco del 1930 (codice tuttora vigente in moltissime sue parti) è nato per reprimere sommosse e moti di piazza. Grazie a questa particolare norma giuridica, è possibile infliggere condanne che vanno dagli 8 ai 15 anni senza dover materialmente provare una condotta criminosa. E’ sufficiente trovarsi in un luogo dove ci sono dei disordini, venire fotografati o riconosciuti, sorridere o dimostrare “empatia” nei confronti di quello che accade. Dagli stadi alle piazze, il reato di devastazione e saccheggio è stato recuperato per eliminare dalla piazza qualsiasi espressione di lotta se non addirittura di semplice dissenso, cosa che, in questo periodo di crisi, potrebbe essere una realtà sempre più comune. E’ a tutti gli effetti uno strumento di classe, uno dei tanti che i padroni e lo stato hanno affinato e stanno affinando contro i proletari.

A questo si aggiunge che molti dei procedimenti ad oggi in corso per devastazione e saccheggio sono stati resi possibili grazie a delazioni o manifestazione di desolidarizzazione di persone che si trovavano in piazza in quelle stesse giornate. La condanna di uno dei condannati per il G8, Gimmy, è stata resa possibile grazie anche alla denuncia di un “pacifista” di Ravenna; una cosa simile è successa per un nostro compagno accusato di devastazione e saccheggio per i fatti di Roma il cui riconoscimento è stato possibile grazie ad una persona appartenente allo schieramento dei COBAS che ha deciso di farlo identificare in piazza. In più, sono continui gli appelli da parte della stampa e della magistratura subito dopo le manifestazioni nei confronti di chi può produrre materiale fotografico per fornire prove contro altri manifestanti.

L’invito alla delazione sembra essere diventato una costante. Ci vogliono tutti questurini, delatori, invocatori di carcere, di pestaggi, di separazione tra buono e cattivo.

E quando qualcuno non aderisce al coro, viene duramente punito. E’ successo a Genova. Un compagno è attualmente indagato per istigazione a delinquere al fine di commettere atti terroristici per aver criticato con un comunicato comparso su internet  la presa di distanza di alcuni  dal ferimento di Roberto Adinolfi (Amministratore Delegato di Ansaldo Nucleare).

Il 12 gennaio 2016 presso la corte d’appello di Genova ci sarà un udienza nella quale i legali di  Gimmy chiederanno il cosiddetto  “continuato” che, se concesso, potrebbe ridurre di qualche mese la detenzione. Ben poca cosa, ma una possibilità per noi per schierarci, ancora una volta, solidarmente con questo compagno per riaffermare che rispediamo al mittente la distinzione fra buoni e cattivi,di nuovo tanto in voga, e perché sappiamo che non lasciando soli i compagni colpiti dalla repressione è possibile continuare la lotta.

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[Grecia] “Non mi pento di niente…”: dichiarazione politica di Christos Tsakalos per il terzo processo delle CCF

da: il buco

Giovedì del 5 novembre mi è stato chiesto di chiedere scusa alla prima corte per il processo condotto negli ultimi 2 anni e mezzo contro la Cospirazione delle Cellule di Fuoco.

È il processo per i 250 attacchi dell’organizzazione.

In un’aula di tribunale all’interno del carcere, piena di giudici, telecamere, poliziotti, agenti segreti, pochi parenti e ancore meno amici e compagni, giudicavano le azioni della Cospirazione delle Cellule di Fuoco.

Ma come potevano stare in pochi metri quadrati le nostre azioni che avevano cercato di sfidare la storia saggia e obbediente del nostro tempo…

Un’azione che aveva  interrotto il sonno eterno delle tranquille “pacifiche” persone per molte notti, agitato attraverso le esplosioni dei silenzi schiavi delle metropoli e con i nostri proclami ha negato i ruoli di una vita dove la violenza dei padroni è sempre presente e noi siamo costantemente assenti…

Attraverso I nostri attacchi volevamo distruggere la tirannia di una realtà brutale. Volevamo capovolgere l’equilibrio del terrore di una meccanica vita di routine. Abbiamo cercato di distruggere il compromesso con la morte causata dalla schiavitù del salario, il controllo tecnologico, le relazioni vuote e noiose.

Volevamo fare la guerra contro la ”pace” delle banche, dei giudici, dei ricchi, degli sbirri, dei fascisti, dei giornalisti, dei politici, ma anche con i “pacifici” cittadini che invece di urlare, e di essere arrabbiati, sono nascosti nella rassegnazione e invecchiano con i loro mobili…Questi cittadini  “pacifici” e rispettosi della legge sono i più responsabili di tutti, perché attraverso la loro “tranquillità” permettono che la bruttura governi le nostre vite.

Di chi la giustizia giudicherà giustamente allora? Dopo essere passato  attraverso tutte le tappe cerimoniali della giustizia, procuratore- avvocato-custodia, nuove persecuzioni, nuovi rinvii a giudizio, custodia dei parenti, testimoni, ora mi chiedono di scusarmi…

Non gli darò questa soddisfazione. Non una singola parola al nemico. Mi rifiuto di impersonare il ruolo dell’accusato. Posso essere stato ammanettato,  i miei anni richiusi e il filo spinato fino al cielo, controllato dalle telecamere, ma il mio desiderio di portare avanti la lotta armata brucia dentro me come il ferro incandescente…

L’unico modo per biasimare me stesso sarebbe quello di rimanere inattivo, ubbidiente, disciplinato come uno schiavo domestico che gode di una libertà menomata. Rifiuto, dunque, di scusarmi con la teologia della vostra giustizia che non tollera la blasfemia di una vita libera. Né ho intenzione di partecipare a un dialogo velato tra sordi pretesti rispondendo a alcuna domanda dei giudici…

Ciò che scrivo qui non è per uso giudiziario.

È per I compagni, per gli anarchici, per gli amici, per gli irresponsabili, i piantagrane, per la memoria della lotta.

Sono accusato, insieme agli altri membri della Cospirazione delle Cellule di Fuco e altri anarchici, nel caso dei “250 attacchi incendiari ed esplosivi” contro il parlamento, uffici di partiti [politici], case di ministri e pubblici ministeri, banche, organizzazioni giornalistiche, strutture carcerarie, multinazionali, edifici militari, chiese, stazioni di polizia, tribunali, servizi di sicurezza, sistemi di telecamere e sicurezza, gli uffici della Golden Dawn [partito neonazista], concessionarie di auto di lusso, agenzie governative, veicoli diplomatici ecc..

Fin dal primo momento del mio arresto mi sono rivendicato e sono onorato di far parte della Cospirazione delle Cellule di Fuoco.

Rivendicarsi significa non deporre le armi.

Rivendicarsi significa” Io non mi pento di nulla”

Rivendicarsi significa che la paura non ha vinto

Rivendicarsi significa che la battaglia continua

La rivendicazione è una promessa che la guerriglia imprigionata tornerà sulla “scena del crimine”, che lui o lei marceranno ancora sui sentieri della libertà illegale.

Allo stesso tempo è un segnale di complicità ai nuovi compagni per portare avanti quello che la repressione ha fermato. Perché ci saranno sempre mani che rialzeranno la pistola caduta al prigioniero, ci saranno sempre menti libere e cuori generosi per continuare a scrivere la storia del mondo dall’interno verso l’esterno.

Questo rifiuto di arrendersi e le sue prospettive, spaventare i tiranni e i proprietari della paura.

Dopo così tanti arresti, interrogatori, anni di prigione, nuove accuse, condanne  pesanti, non sono riusciti a suscitare in me un solo briciolo di rimorso. È questo è il motivo per cui alimentano nuove bugie e ricatti subdoli.

In seguito alla divulgazione del piano di fuga della Cospirazione delle Cellule di Fuoco hanno tirato fuori una nuova versione della caccia alle streghe, arrestato madri, mogli e fratelli, hanno istituito nuovi luoghi di esilio designato ad una quarantena di un kilometro quadrato di “libertà”, hanno impedito ogni tipo di comunicazione a mio fratello e alla sua compagna e volevano alzare le mura dell’isolamento toltale.

Allo stesso tempo hanno reso più fitta la nebbia della repressione, mandando un chiaro messaggio ai nostri compagni affini:” chiunque comunichi con i prigionieri della Cospirazione delle Cellule di Fuoco, si potrebbe  ritrovare nella cella vicina “.

Sbirri e giudici erano ansiosi di guadagnare un trofeo con la sporca guerra che avevano scatenato, una strategia volta a piegare, un’esitazione, una minima traccia di cessate il fuoco…invano

Per quanto mi abbiano fatto sanguinare dentro, alla fine la mia volontà si è armata ancora di più.

Non voglio parlare delle irregolarità giuridiche, dei contratti politici di convenienza, dei metodi di polizia e della mancanza di prove.

Ve lo concedo giudici, la civiltà giuridica ed il prezzo di migliaia di voci che risuonano in prigione per le migliaia di anni di cui sono stati privati nelle tombe di cemento dove voi li avete condannati a vivere come morti-viventi…

Inoltre come stipate files nelle vostre cassettiere, cosi stipate vite umane nelle celle delle prigioni con la compostezza di un ragioniere che deposita i suoi conti. I vostri abiti e le vostre giacche grondano sangue e l’ipocrisia della vostra giustizia non lo può lavare via.

Mi incolpate per i 250 attacchi contro l’Impero che servite, ma per me le vostre accuse sono medaglie d’onore.

Naturalmente , non ho nessuna intenzione di dirvi dove ero e quale fosse la mia parte, come non intendo dare nessuna prova dell’azione della guerriglia della Cospirazione delle Cellule di Fuoco al nemico.

Se volete, tuttavia potete considerare che ero in tutti gli attacchi della Cospirazione, come farei in qualsiasi attacco che sfida la tirannia di questo mondo: gli scontri e le barricate in Chile, nelle manifestazioni e gli scontri di strada in Messico, tra gli incendi di Bruxelles, in mezzo agli antifascisti in Germania, accanto ai compagni della Federazione Anarchica Informale in Italia, fra i riots in Inghilterra, durante la liberazione dei territori in Rojava, ai moti in Cisgiordania, nelle notti buie che avvolgono i cospiratori anarchici dell’azione…in ogni luogo dove ci sono esseri umani che non si inginocchiano, che non sopportano  le disuguaglianze, dove i vivi osano…

Il fatto che la storia la scrivano i vincitori in ville lussuose, uffici di corporazioni, parlamenti, i mezzi d’informazione, le corti, commissariati di polizia, ciò non significa che la nostra storia non esista. La storia della lotta, delle ribellioni, delle rivoluzioni, delle rivolte, della sfida, della solidarietà, degli attacchi della guerriglia, questa è “ dei pochi pazzi felici” che disprezzavano il loro tempo e hanno marciato contro di essa per il suo rovesciamento.

L’azione della Cospirazione delle Cellule di Fuoco essendo sotto processo oggi, è un’istantanea di questa storia. Piccola come una goccia di storia, ma con le sue angolazioni intense e taglienti…Angoli che continueranno a lasciare profondi graffi in questo mondo di autorità, perché la Cospirazione sarà nuovamente riorganizzata, recuperando le sue esperienze, vittorie e sconfitte, in una lotta senza fine.

E se in questo momento,  sono in carcere, ciò non significa che la lotta non vale la pena o che sta portando da nessuna parte …

E se oggi il regno del disfattismo e della rassegnazione sta governando il cuore della gente. E se molti vengono puntando il loro dito con aria di rimprovero dicendo:” e dunque cosa si è ottenuto con le armi e con le bombe? “, non è necessario rispondere.

L’esistenza di un mondo che bombarda con la morte dal cielo, costruisce muri con filo spinato per ostacolare dei perseguitati, obbliga bambini a cercare cibo nella spazzatura, porta alla morte ogni giorno milioni di persone a causa dello strangolamento della crisi finanziaria, scambia la vita con delle immagini su schermi freddi, stupra e saccheggia la natura. È il miglior argomento per cui la guerriglia anarchica è l’unica espressione di vita che sceglierei mille volte ancora e ancora.

Concludendo, mi domando  cosa faccia più infuriare : le vostre miserabili leggi o la miseria delle persone che le accettano e obbediscono.

L’unica cosa sicura è che questo mondo e I suoi falsi idoli sono stati costruiti con la violenza e solo con la violenza possono essere abbattuti.

Per questo motive contro la tirannia della realtà che avete imposto alla gente i scelgo per sempre il magico realismo dell’anarchia e sella rivoluzione senza fine.

Ora, giudici mi potete condannare.

Non mi pento di nulla.

Christos Tsakalos

COSPIRAZIONE DELLE CELLULE DI FUOCO  – FAI-IRF

Basement Annex

Prigione  di Korydallos

04/11/2015…

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[Ovunque] Cronologia delle azioni per un Dicembre Nero

[10/11] Prigioni greche – Lettera aperta dei prigionieri anarchici Nikos Romanos & Panagiotis Argirou per un Dicembre Nero, per l’offensiva anarchica contro il mondo del Potere; in ricordo di Alexandros Grigoropoulos e Sebastián Oversluij (pubblicato il 10 novembre 2015)

[10/11] In tutto il mondo – Appello internazionale emesso dagli Anarchici fuori dalle mura per un Dicembre Nero (10 novembre)

[17/11] Brasile – Il Movimiento Insurgente Anarquista (M.I.A) rivendica quattro attacchi incendiari a San Paolo.

[23/11] Grecia – Individualità & collettivi in tutta Creta si coordinano fra loro in vista del Dicembre Nero, dopo un’iniziativa dei/lle compagn* diRethymno (22 novembre)

[23/11] Grecia – Attacco incendiario contro l’ufficio delle Poste elleniche (ELTA) nel quartiere di Pefki da parte dell’Anarchia Combattiva / FAI-FRI ad Atene nelle prime ore del 23 novembre (comunicato datato 30 novembre); “Forza e complicità con chi dà fuoco alla pace sociale e sabota la normalità sociale in Brasile, Cile, Messico, diffondendo Dicembre Nero in ogni angolo del mondo”

[24/11] Messico – Bancomat e telecamera a circuito chiuso sabotati con la vernice da Individualità Anti-Sociali per la Caduta della civilizzazione, aTorreón (23 novembre)

[30/11] Grecia – Graffiti e sabotaggio a bancomat a Komotini.

[1/12] Messico – Attacco incendiario nel parcheggio del Palazzo della Delegazione di Xochimilco da parte della Cellula di Distruzione Non Terrae Plus Ultra.

[1/12] Grecia – Attaccata la sede di Syriza nella città di Elefsina.

[2/12] Grecia – Individualità per la Rivolta Anarchica espongono uno striscione nel quartiere ateniese di Neos Kosmos.

[4/12] Grecia – Il Ministero della cultura a Exarchia attaccato con le molotov.

[5/12] Prigioni greche – Striscione anarchico nell’ala D della prigione maschile di Koridallos; “L’insurrezione è sempre opportuna”

[5/12] Prigioni greche – Striscione anarchico nell’ala A della prigione maschile di Koridallos; “Per l’offensiva anarchica contro la macchina sociale – Dicembre Nero 2015”

[5/12] Grecia – La Cellula Sebastián Oversluij – FAI/FRI rivendica l’attacco incendiario contro l’auto personale di un poliziotto nel quartiere ateniese di Zografou

[5/12] Grecia – Scontri fra 200 rivoltosi circa e le forze repressive nel quartiere di Exarchia, Atene.

[6/12] Grecia & Cipro – Manifestazioni sette anni dopo l’assassinio di Alexandros Grigoropoulos in diverse città del territorio greco

[6/12] Grecia: Scontri con la polizia a Exarchia, in memoria di Alexis Grigoropoulos

[6/12] Berlino – Incendiati 2 veicoli di un concessionario Suzuki

[8/12] Cile – Poster per il Dicembre Nero

[8/12] Prigioni statunitensi – Testo del prigioniero anarchico Sean Swainper un Dicembre Nero

[11/12] Grecia – Attacco incendiario a un fornitore di sistemi di sicurezza, nel quartiere di Vyronas, Atene

[13/12] Stati Uniti – Striscione per un Dicembre Nero a Minneapolis

[16/12] Paesi Bassi – Poster incollati in tutto il paese

[17/12] Italia – Ordigno esplosivo alla scuola di polizia di Brescia

[20/12] Grecia – Attacco molotov contro le MAT e l’ambasciata turca a Salonicco

[21/12] Grecia – Proprietà ecclesiastiche e banche sabotate a Komotini

[23/12] USA – Striscione appeso a Bloomington in solidarietà con ribell* anarchic*, prigionier* statunitensi e in memoria dei/lle ribell* cadut*

[26/12] Bruxelles – Attacchi contro la prigione e il suo mondo

[31/12] Italia – Sabotaggio ad agenzia interinale e banca a Trento

in aggiornamento…

fonte: contra-info
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[BRESCIA] Rivendicazione attacco alla scuola di polizia e comunicato della Cellula Anarchica acca

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Fonte Informa Azione

“Nella notte fra il 17 e 18 dicembre abbiamo messo un ordigno (di 8 kg di polvere)
alla “scuola” di polizia di brescia. Azione simbolica per fare danni materiali.
Abbiamo agito a quell’ora per non fare male a persone indiscriminatamente.
Con questa azione abbiamo aperto una nostra progettualità di attacco Anarchico
come Cellula anarchica acca (C.A.A)affini alla internazionale nera e ci aggiungiamo alla chiamata per l’azione per un DICEMBRE NERO.
Ci aggiungiamo a tale percorso perchè:
Ci piacie l’dea di un coordinamneto internazionale di anarchici per l’azione diretta.
La nostra idea di “complicita” va oltre i gruppi e i gruppuscoli.
Utilizziamo i mezzi che riteniamo opportuni, cercando la crescita nei minimi dettagli dell’azione. In questo senso questo atto come danni materiali è nullo, ma è importante nell’armare la nostra autorganizzazione i soprattutto adesso che sentiamo una grande rassegnazione fra gli anarchici in italia.
Abbiamo attaccato uno dei bracci armati dello stato.In questa “scuola” vengono istruiti sbirri di tutta italia e di altri stati.Questo è un piccolo segnale anche contro la guerra.
Solidarizziamo con le persone che lottano contro tutti gli stati e il capitale.
Il nostro pensiero è rivolto ai tanti compagni repressi , rinchiusi,torturati o uccisi nel presente e nel passato. In solidarietà a tutti i detenuti che lottano.
Questo è un segnale di complicità alle persone rinchiuse: Ad Alfredo per avere sparato ad Adinolfi, A Chiara (anarchica NO TAV)per l’attacco al cantiere, a Nicola Gai che ha gambizzato l’amministratore di ansaldo con Alfredo ed era il minimo che si meritava,a Nico anarchico NO TAV,………..
A monica e francisco che con semplicità e dignità resistono nelle galere spagnole.
A Tamara Sol che ci ha mostrato come si vendicano i compagni.
A nikos per il suo apporto semplice e umile a una chiamata per la lotta.
Ai compagni delle ccf.
Ai compagni che lottano in carcere e fuori.”

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Risposta al testo intitolato “sotto pressione”:
La spinta principale dell’azione non è la pressione che ci fa esplodere, ma la passione illimitata che libera.
Questo ci ha fatto armarci quella notte a Brescia: E’la passionè di provare a liberarci dallo sfruttamento, è quella di una vitta degna di essere vissuta, è quella per la libertà.
Sono passioni i desideri trasformati in azione,alcuni dei più meravigliosi gesti di vita davanti alla pervasiva banalità dello spettacolo. E’ questa la passione illimitata che è esplosa quella notte a Brescia.
Le domande che poniamo a chi ha scritto quel testo sono:

Le azioni non parlano da sole?

perchè parlare ora delle azioni?

Non ci è piaciuto leggere -” è questa la pressione esplosa nella notte a Brescia” di quell’azione, anche se detta in “buona fede”. Non l’abbiamo vissuta cosi.
Le azioni di per sè non parlano sempre da sole, questa ne è la prova.

Cellula Anarchica acca

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NOTA: il testo “sotto pressione” è probabilmente quello pubblicato su Finimondo

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